DOCENTI
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LA SINDROME DEL BURN OUT NEGLI INSEGNANTI
- Laboratorio:
Fiabe musicate con persone diversamente abili, realizzato
presso l'Istituto Statale d'Arte di Palermo
LA
SINDROME DEL BURN OUT NEGLI INSEGNANTI
I sintomi indicativi della presenza di uno stato di disagio
sono anche di natura comportamentale, e si caratterizzano
per:
1. fughe relazionali che si esplicano con il trascorrere più
tempo del necessario al telefono, cercare scuse per uscire
o svolgere attività che non richiedano interazioni
con utenti e colleghi;
2. disinvestimento dall’attività lavorativa:
presenziare alle riunioni senza intervenire, non manifestare
partecipazione emotiva se non per lo stretto necessario;
3. Difficoltà a scherzare sul lavoro, talvolta anche
solo a sorridere;
4. Ricorso a misure di controllo o allontanamento nei confronti
degli utenti;
5. Perdita dell'autocontrollo: reazioni emotive violente,
impulsive, verso utenti e/o colleghi;
6. Tabagismo e assunzione di sostanze psicoattive: alcool,
psicofarmaci, stupefacenti.
Gli
insegnanti e il burn out
Negli insegnanti il burn out è preannunciato da una
sensazione di affaticamento fisico ed emotivo, da una manifesta
insoddisfazione per la professione o per la mancata realizzazione
delle proprie aspettative, da un distacco nei confronti degli
allievi e nei confronti dei colleghi. Questo complesso insieme
di sintomi genera un allontanamento da tutto ciò che
è strettamente correlato alla vita lavorativa, ma spesso
si manifesta anche in un ambiente più familiare.
Perché
gli insegnanti
Gli insegnanti sono soggetti a rischi per una serie di motivi:
elementi peculiari della professione, come:
1) la necessità di gestire relazioni a più livelli
(docente-docente, docente-allievo, docente-genitore, docente-organizzazione
scolastica);
2) Le richieste da parte della società e le frequenti
tendenze alla delega da parte delle famiglie;
3) La percezione di dover assumere più ruoli e di avere
maggiori responsabilità educative nei confronti degli
allievi;
4) Il susseguirsi di riforme che cambiano la regolamentazione
della professione;
5) L’introduzione dell’informatica e della multimedialità
nella professione, che non tutti sono in grado di gestire;
6) La difficoltà di gestione del ruolo a fronte dei
cambiamenti culturali e sociali;
7) La maggiore presenza di lavoro in équipe e quindi
la necessità di gestire aspetti legati al lavoro di
gruppo, con conseguente abbandono di uno stile individualistico
di gestione del lavoro;
8) La percezione di pregiudizi legati alla figura del docente
da parte degli allievi e dei genitori;
9) L’aumentato tempo di partecipazione alle attività
pomeridiane a scuola;
10) Il rapporto tra impegno percepito e compenso monetario.
Le
strategie di coping utilizzate per fronteggiare lo stress
Nel tentativo di fronteggiare lo stress percepito, spesso
il docente ricorre a determinati comportamenti. I più
frequenti possono rientrare in queste categorie:
1) Fronteggiamento della situazione in modo diretto, attraverso
azioni specifiche e consapevoli, con assunzione piena di responsabilità;
2) Assunzione di un atteggiamento apatico e distaccato nei
confronti degli allievi (preoccupazione
del voto da porre nel registro, della didattica da portare
avanti, dei tempi ministeriali da rispettare, con conseguente
riduzione degli allievi a “numeri”), allontanamento
dalla vita scolastica (frequente richiesta di permessi per
malattia, evasione delle situazioni di coinvolgimento emotivo
come le riunioni con i colleghi, generale atteggiamento di
isolamento dal contesto, spesso interpretato come demotivazione);
3) Atteggiamento di fuga (assenteismo);
4) Atteggiamento palliativo, con assunzione di sostanze come
caffè o tabagismo per sedare situazioni di ansia acuta
o insorgente.
Ricordate
che:
È
importante che ogni docente si interroghi sulla propria capacità
di gestione dello stress da lavoro e sulla natura del disagio,
qualora lo percepisca come presente.
Sintomi fisici come gastrite o mal di testa, sono spesso indicatori
di uno stato di stress.
Vi sono molti modi per potere prevenire e per gestire adeguatamente
lo stress da lavoro e in genere le situazioni stressanti.
Le tecniche di rilassamento si sono dimostrate un valido aiuto
per imparare a gestire l’ansia da stress.
La consapevolezza è il primo passo per gestire una
situazione che si percepisce come problematica.
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